Presentazione di Giorgio Dall'Aglio del libro
Bruno de Finetti, un matematico scomodo
di Fulvia de Finetti e Luca Nicotra
Livorno, Belforte Editore, 2008
(Gabriele Lucchini: 2010-04-27)

.1   La presentazione è pubblicata su
      La Matematica nella Società e nella Cultura
      Rivista della Unione Matematica Italiana

      (già sezione A del Bollettino U. M. I.)
      Serie I, VoI. II, Dicembre 2009, pp. 515-523.
.2   Un indice del libro è ricostruito in
      >>> l-bdf10.htm.
.3   La presentazione può essere vista
      come affettuosa testimonianza
      di una conoscenza personale
      proposta come commento a un libro,
      sul quale riporto la prima pagina di G. Dall'Aglio.
.4   È un libro originalissimo,
      come originalissimo è Bruno de Finetti.
      Dicono gli autori che
      "ha l'ambizione di `raccontare dall'interno',
      senza retorica e ad un vasto pubblico,
      un Bruno de Finetti in gran parte poco noto".
      E qui colpisce nel segno,
      perché anche chi gli è stato vicino per molto tempo
      (io l'ho conosciuto nel 1956)
      della sua vita precedente sapeva ben poco.
     
      E così la prima parte del libro è dedicata alla sua vita,
      ripresa dall'inizio; anzi da prima dell'inizio.
      E questo non è inutile per conoscerlo.
     
      La seconda parte tratteggia il suo pensiero.
      Non si limita al campo scientifico.
      Fedeli ai loro propositi, gli autori presentano l'uomo,
      col suo pensiero scientifico,
      con le sue attività pubbliche e civili,
      e con riferimento alle più fondamentali domande
      che l'uomo si pone.
     
      Il tutto con un ricco accompagnamento
      di foto di alcune sue pagine,
      di disegni giovanili, di ritagli giornalistici su di lui,
      di alcuni dei tanti notevoli personaggi
      con cui ha avuto significativi rapporti.
     
      Tutto il libro fa sentire l'affettuosa partecipazione degli autori.
      E sappiamo che Fulvia gli è stata sempre vicina,
      e si è adoperata con scritti e iniziative varie
      perché il padre non fosse dimenticato.
     
      È un'impresa notevole;
      sorprende la ricchezza di appunti e osservazioni,
      risultato di un lavoro che si capisce enorme,
      aiutato dai ricordi personali di Fulvia.
      E gli autori riescono a inserire al punto giusto
      i diversi riferimenti.
     
     
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