l-fe6c.txt ANNUNCIO DELLA MORTE DI FEDERIGO ENRIQUES NEL PERIODICO DI MATEMATICHE DEL 1946, pp.65-66 (Gabriele Lucchini; 2010-03-30) _______________ Nella notte sul 14 giugno moriva improvvisamente a Roma FEDERIGO ENRIQUES Con Lui la Scienza italiana perde un Maestro: gli allievi perdono un padre. Nato a Livorno il 5 gennaio 1871, laureatosi a Pisa nel 1891, all'eta` di 25 anni inizio` il suo insegnamento universitario dalla cattedra di Geometria Proiettiva e Descrittiva della Universita` di Bologna, che lascio` solo nel 1922 per passare alla cattedra di Geometria superiore della Universita` di Roma. Fu scienziato di fama mondiale e ne ebbe i piu` ampi riconoscimenti accademici italiani e stranieri. A imperituro ricordo della sua vita luminosa restano gli scritti, opera varia e copiosissima, di Matematica, di Filosofia e di Storia della Scienza, ed anche resta una sua Scuola: coloro infatti che hanno studiato le sue opere, i moltissimi che hanno usato i suoi testi, gli studenti che hanno seguito i suoi corsi universitari, gli allievi - italiani e stranieri - che hanno avuto la fortuna di essergli vicini, guidati da lui nella ricerca scientifica, tutti hanno subito l'influenza della sua potente ed originale personalita`, assorbendo idee e metodi che sono propri del Maestro ed hanno tanta chiara spontaneita` da sembrare quasi patrimonio generale connaturato alla ricerca scientifica. Non e` ora possibile un riferimento particolareggiato dell'opera di Federigo Enriques: a cio` il "Periodico" intende provvedere in modo sufficientemente ampio e degno; ma ai nostri Lettori, in gran parte docenti di Scuole medie, non possiamo qui non ricordare l'alta visione e il profondo amore che l'Enriques aveva per le Matematiche elementari, ai quali appunto si deve (oltre alle cure prodigate alla "Mathesis" e alla pubblicazione dei volumi delle "Questioni" e dell'edizione italiana degli Elementi di Euclide) l'attuale serie del "Periodico" che - dal punto di vista dello spirito informatore - appare decisamente staccato dalla serie precedente diretta dal Lazzeri. Nessuno invero ha fatto quanto Egli ha fatto per elevare il tono dell'insegnamento della Matematica nella Scuola media: e per questa l'ostracismo che subi` il suo nome e` stato una grave iattura. La sua opera filosofica, scientifica e didattica rimane anche dopo di Lui, ma non cosi` la generosa bonta` e l'imparziale dirittura dell'animo: tanto che maggiormente ne sentono il doloroso rimpianto quanti lo conobbero e quindi lo amarono, e in particolar modo i piu` giovani, che piu` grave provano il senso dell'abbandono. _______________