Giuseppe Peano
Giochi di aritmetica e problemi interessanti
Firenze, Sansoni, 1983
(cfr. l-gipe1)

Righe introduttive (pag. 1)
      In tutti i tempi, e presso tutti i popoli, si insegnavano dei giochi
per rendere dilettevole o meno noiosa l'aritmetica.
Saggiamente questo giochi si trovano
nei nuovi programmi della scuola elementare.
Credo far cosa utile agli insegnanti col pubblicarne alcuni.

Conclusione (pag. 63)
      L'insegnante di buona volontà potrà combinare
problemi simili e migliori dei precedenti,
onde rendere attraente lo studio.
      La differenza fra noi e gli allievi affidati alle nostre cure
sta solo in ciò,
che noi abbiamo percorso un più lungo tratto della parabola della vita.
Se gli allievi non capiscono, il torto è dell'insegnante che non sa spiegare.
Nè vale addossare la responsabilità alle scuole inferiori.
Dobbiamo prendere gli allievi come sono,
e richiamare ciò che essi hanno dimenticato,
o studiato sotto altra nomenclatura.
Se l'insegnante tormenta i suoi alunni,
e invece di cattivarsi il loro amore,
eccita odio contro sè e la scienza che insegna,
non solo il suo insegnamento sarà negativo,
ma il convivere con tanti piccoli nemici
sarà per lui un continuo tormento.
Ognuno fabbrica la sua fortuna, buona o cattiva.
Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso.
Così diceva Giove, e lo riferisce Omero, Odissea I, 34.
Con questi principi, caro lettore e collega, vivrai felice.

NdR - Sono conservati accenti e punteggiatura dell'originale
         È modificata l'impaginazione.