2 - PRIMO ERRORE: IL MISCONOSCIMENTO DEI FINI L'educazione è un'arte, un'arte particolarmente difficile. Tuttavia essa appartiene per la sua natura stessa alla sfera della morale e della sapienza pratica. L'educazione è un'arte morale (o piuttosto una sapienza pratica in cui è incorporata una determinata arte). Ora ogni arte è una spinta dinamica verso un oggetto da realizzare che è lo scopo dell'arte stessa. Non c'è arte senza finalità; la vitalità stessa dell'arte consiste nell'energia con cui tende al suo fine, senza fermarsi a nessuno stadio intermedio. E qui vediamo subito i due grandi errori da cui deve guardarsi l'educazione. Il primo consiste nella dimenticanza o nel misconoscimento dei fini. Se i mezzi sono voluti e studiati per amore della loro propria perfezione - e non soltanto come mezzi -, in questa precisa misura cessano di condurre al fine e l'arte perde la sua forza pratica: la sua vitale efficienza è sostituita da un processo di moltiplicazione all'infinito, perché ogni mezzo si sviluppa per se stesso e prende per sé un campo sempre più esteso. Questo primato dei mezzi sul fine ed il conseguente crollo di ogni finalità certa e di ogni vera efficacia nel realizzarla, sembra sia il principale rimprovero che si possa rivolgere all'educazione contemporanea. I suoi mezzi non sono cattivi; al contrario, sono generalmente migliori di quelli della vecchia pedagogia. Il guaio è precisamente che essi sono così buoni da farci perdere di vista il fine. Donde la sorprendente debolezza dell'educazione odierna, debolezza che deriva dal nostro attaccamento alla perfezione in sé dei nostri mezzi e metodi di educazione, e dalla nostra impotenza a piegarli al loro fine. Il bimbo è così ben esaminato mediante i vari tests e studiato; i suoi bisogni son così ben precisati; la sua psicologia è così chiaramente analizzata; i metodi per rendergli sempre tutto facile così perfezionati che il fine di tutti questi lodevoli miglioramenti corre il rischio di essere dimenticato o trascurato. Allo stesso modo la medicina moderna è spesso messa in scacco dalla eccellenza dei suoi metodi. Ad esempio, quando un dottore esamina le reazioni del paziente nel suo laboratorio, con tanta perfezione e accuratezza da perdere di vista la guarigione, nel frattempo il malato può morire per essere stato troppo oggetto di attenzione, o meglio di analisi. Il perfezionamento scientifico dei mezzi e dei metodi pedagogici è in se stesso un progresso evidente, ma quanto più acquista importanza, tanto più richiede un parallelo rafforzamento della sapienza pratica e della tensione dinamica verso il fine da raggiungere. 3 - SECONDO ERRORE: FALSE IDEE RIGUARDO AL FINE Il secondo errore comune consiste non in una dimenticanza della finalità, ma in idee false o incomplete riguardo alla natura stessa del fine. Il compito educativo è più grande, più misterioso insieme, e, in un certo senso, più umile di quanto molti immaginano. Se il fine dell'educazione consiste nell'aiutare e guidare il bambino verso la propria perfezione umana, l'educazione non può non sfuggire ai problemi e alle difficoltà della filosofia, perché essa suppone per la sua stessa natura una filosofia dell'uomo, e per prima cosa è obbligata a rispondere alla domanda rivolta dalla sfinge della filosofia: «Che cosa è l'uomo?».