p. Nazareno Taddei s.j.: C1 e C2
(Gabriele Lucchini; 2009-06-17)
Da Educare con l'immagine di Nazareno Taddei s.j.
>>> l-ntlib2.htm, pp. 121-122
"Contorni uno" e "Contorni due"
Come faccio a chiamare la mamma oppure Carmelina?
Dico con un certo tono di voce e con una certa intensità
(adatta alla concreta circostanza in cui mi trovo):
"mamma"
oppure "Carmelina".
Come faccio invece a esprimere alla mamma o a
Carmelina
la mia sdegnata meraviglia per qualcosa che hanno fatto?
Dico con un certo tono di voce (diverso da quello di prima)
e con una certa intensità: "mamma" oppure "Carmelina ".
Se dico " mamma" mi risponde o reagisce la mamma;
se dico "Carmelina" mi risponde o reagisce Carmelina.
Se uso il primo tono di voce e relativa intensità,
io
intendo " chiamare";
se uso il secondo tono di voce e relativa intensità,
io intendo "esprimere la mia sdegnata
meraviglia ".
Per sapere "con chi ce l'ho" nel primo o nel secondo senso,
ci vogliono i due fattori:
un nome invece
dell'altro
e un tono di voce con relativa intensità invece
dell'altro.
Il mio segno infatti accoppia al nome (mamma o
Carmelina)
uno o l'altro dei due toni di voce con relativa
intensità.
Ed è il mio segno che esprime la mia idea:
"chiamare
(oppure rimproverare)
la mamma (oppure Carmelina)".
Il nome sono i "contorni uno (Cl);
il tono di voce con
relativa intensità
sono i "contorni due (C2)".
II segno - quello
cioè che esprime l'idea - sono Cl +C2.
Ecco allora che i Cl sono l'aspetto del segno
per cui il
segno stesso si riferisce alla "cosa" in oggetto
(mamma
oppure Carmelina);
i C2 invece sono l'aspetto del segno
per
cui il segno stesso si riferisce all'esistenzialità
(intenzione,
stato d'animo, atteggiamento ecc.)
del comunicante.
L'idea
invece del comunicante viene espressa
dal segno nella sua
interezza: Cl +C2.