Sulla lapide di G. F. B. Riemann
(Gabriele Lucchini, 2012-02-23)

.1a   L'ampio riferimento alla frase finale
      della lapide funeraria di G. F. B. Riemann
      nell'ultima pagina della
      "Commemorazione di Giovanni Melzi"
      riportata in >>> sf-cfm5.pdf
      mi suggerisce alcune indicazioni,
      ovviamente per coloro ai quali possono essere utili,
      anche per eventuali approfondimenti.
      Le esporrò secondo la mia acquisizione.
.1b   Per comodità del lettore riporto la frase:
      DENEN DIE GOTT LIEBEN
      MUESSEN ALLE DINGE ZUM BESTEN DIENEN
.
      NB1 - Con le virgole, che non ci sono nella lapide,
                   e con ü al posto di ue si ha
                   "Denen, die Gott lieben,
                   müssen alle Dinge zum Besten dienen.".

.2   La prima indicazione riguarda il fatto che
      della sepoltura di Riemann vicino a Verbania
      ebbi notizia da Pietro Canetta (1921-1998),
      che C. F. Manara ricordò (all'inizio del 1999) ne
      L'insegnamento della matematica e delle scienze integrate
      e che io ricordai in >>> gabl341.htm.
      NB2 - La tomba, che era a Biganzolo (Verbania), non esiste più;
                   è conservata la lapide.
                   Segnalo il sito internet del Museo Epigrafico e Lapidario Verbanese
                   (citato in § 6c).
                   Segnalo, anche, che nel sito
                   >>> http://www.w-volk.de/museum/grave28.htm
                   (indicatomi da Ulrich Eckert, v. § 7)
                   c'è, oltre alla foto della lapide, una foto della sistemazione attuale.

.3   La seconda indicazione è che nella documentazione
      che ho potuto consultare su C. F. Manara
      ho trovato che lui si interessò molto
      alla lapide, alla citazione e al verbo MUESSEN:
      della lapide si procurò (nel 1992) una fotogafia
      (riportata in >>> sf-cfm5b.gif),
      sulla citazione e sul verbo raccolse documentazione
      (riportata, anche, in un suo appunto pure del 1992),
      partendo dalla frase di San Paolo di Rom. VIII, 28.
.4   La terza indicazione
      è che la citazione latina di Rom. VIII, 28
      "Scimus autem quoniam diligentibus Deum
      omnia cooperantur in bonum"
      si trova nella cosiddetta Vulgata
      (per es.: Biblia Sacra Vulgatae Editionis,
      Edizioni San Paolo, 1999).
.5   La quarta indicazione è che di Rom. VIII, 28
      La Bibbia di Gerusalemme (Bologna, EDP, 199110)
      dà la traduzione
      "del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene
      di coloro che amano Dio,
      che sono stati chiamati secondo il suo disegno.".
.6a   La quinta indicazione è che
      informazioni sono reperibili in internet.
.6b   Wikipedia della frase finale della lapide dà la traduzione
      "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio"
      seguita dal riferimento
      "frase tratta dalla Lettera di San Paolo ai Romani.
      Riemann era religiosissimo.".
      (All'inizio è scritto che
      "Nacque nella famiglia di un pastore protestante.".)
.6c   Il sito del Museo Epigrafico e Lapidario Verbanese
      dà la seguente traduzione della lapide:
        QUI RIPOSA IN DIO
        GEORG FRIEDRICH BERNHARD RIEMANN
        PROFESSORE A GOTTINGA
        NATO A BRESELENZ IL 17 SETTEMBRE 1826
        MORTO A SELASCA IL 20 LUGLIO 1866
        A COLORO CHE AMANO DIO
        OGNI COSA SERVE AL BENE.

.7   L'ultima indicazione che riporto (con autorizzazione)
      è la risposta molto gentilmente fornitami da
      Ulrich Eckert, pastore luterano, Milano:
      La citazione del verso biblico,
      inciso sulla lapide funeraria del matematico Riemann,
      è presa dalla più diffusa traduzione tedesca della Bibbia
      cioè da quella di Martin Lutero
      (ovviamente un po' adattata durante i secoli
      a partire dal '500).
      Letteralmente, la frase
      "Denen die Gott lieben
      müssen alle Dinge zum Besten dienen"
      significa:
      tutte le cose devono (müssen) servire per il meglio
      a tutti coloro che amano Dio.
      Il verbo dovere è quindi utilizzato per rafforzare,
      come per dire "senz'altro" serviranno per il meglio.
      Nell'edizione attuale della Bibbia
      nella traduzione di Martin Lutero, del 1984,
      manca tale verbo
      - che non trova comunque corrispondenza
      nel testo originale in greco.
      Lo stesso, non trattasi di una parafrasi del testo biblico
      bensì di una traduzione fedele che sottolinea la certezza
      di cui parla anche il testo del prof. Manara.

NB3 - Si noti l'indicazione che "non trattasi di una parafrasi".
NB4 - Probabilmente il verbo "müssen" richiamerà a qualcuno
           la frase di David Hilbert (1862 - 1943)
           "Wir müssen wissen. Wir werden wissen"
           (Dobbiamo sapere, sapremo),
           suo epitaffio sulla tomba a Göttingen,
           ripreso da un discorso tenuto a Königsberg nel 1930.