da "Cuore epurato - Una disgrazia",
in Mondo Candido 1946-1948
di GIOVANNINO GUARESCHI,
Milano, RCS Rizzoli, 1991, pag. 22-25
(Candido, 9-2-1946)

(Gabriele Lucchini, 2009-03-31)

[... ]
Il maestro [...] cominciò la sua lezione di aritmetica.
Fu chiamato Coretti e gli venne chiesto quanto facesse 7 x 8.
Egli rispose che faceva 52 e il maestro allora scosse il capo
facendo scintillare il grosso barattolo di latta
che porta come cappello:
- Nossignore - esclamò categorico - fa 56!
Un mormorio di protesta si levò dai banchi.
Franti si alzò di scatto e batté minaccioso il pugno sul banco,
ma il CLN scolastico, contrario a ogni azione di violenza,
gli impose la calma e delegò Garoffi
a esporre il punto di vista della massa.
- Compagni - prese a dire Garoffi con impeto -
dopo vent'anni di dittatura, di soprusi, di dogmatismo politico,
permetteremo che, eliminato un duce,
sorgano mille altri piccoli duci?
Permetteremo che si scriva su quella cattedra:
"Il maestro ha sempre ragione?".
Tutti urlarono che non l'avrebbero mai permesso
e Garoffi continuò:
- E allora non si accetti quella verità che ci è imposta
da chi ha un posto di comando,
ma si cerchi la verità attraverso la libera decisione del popolo!
Sette per otto non deve fare cinquantasei
perché così vuole questo piccolo duce che siede in cattedra!
Sette per otto farà quel che vuole il popolo!
Cessati gli applausi, prese la parola il maestro
il quale si difese affermando che non lui imponeva
che sette per otto facesse cinquantasei,
ma la tavola pitagorica,
che non l'aveva inventata né lui né il fascismo,
ma che vigeva da secoli e secoli.
- Noi infrangeremo le tradizioni - gridò Garoffi.
Noi spezzeremo le reni ai conservatori,
nemici del progresso e del popolo.
Infrangeremo la tradizione dell 'uomo
che ha il diritto di comandare agli altri uomini
soltanto perché suo padre era re. .
(Applausi. Si grida "abbasso la monarchia!")
Noi elimineremo il sopruso di una tavola pitagorica
che vieta al popolo il ragionamento e l'autodecisione!
Non più "La tavola pitagorica ha sempre ragione!" ma
"Il popolo ha sempre ragione!".
Basta anche coi duci dell'aritmetica!
Tutti si alzarono in piedi gridando: - Votazioni! Votazioni! -
E il CLN dichiarò aperta la discussione pubblica
dopo la quale avvennero le votazioni.
E così risultò che 7 x 8 fa 53.
Si alzò allora Garoffi
e in un silenzio che non esito a chiamare storico disse:
- Signor maestro, il popolo ha deciso:
sette per otto fa cinquantatré.
Noi comprendiamo i motivi sentimentali
e gli interessi di categoria
che la legano al cinquantasei della tradizionale tavola pitagorica.
Ma per l'interesse comune ai fini della ricostruzione
debbono cadere motivi sentimentali e interessi personali.
Dalla sua decisione dipende l'abbattimento o meno delle barriere
che fino a oggi hanno diviso la borghesia dal popolo!
Lento e solenne il maestro si alzò.
Rimase immobile, l'occhio fisso.
Con gesto maestoso si tolse dalla testa il barattolo:
- Sia fatta la volontà del popolo! - disse.
Sette per otto cinquantatré.
Ci abbracciammo e singhiozzammo di tenerezza.